In metropolitana "A mà, stasera torno tardi"
La madre "chiedijelo a tuo padre"
Figlio "vabbè me ce stai te lo chiedo a te"
La madre "no, lo devi chiedere a lui"
Figlio "vabbè je mando un sms"
La madre "ma non li sa leggere"
Figlio "problemi suoi, il sms lo mando. La mia richiesta risulta e quindi sò scagionato e non potete dì che non v'ho avvertito. Bella mà".
Ed è sceso dalla metropolitana lasciando la madre di pietra...
In strada, in mezzo al solito traffico che caratterizza Roma. Semaforo rosso.. tutti fermi. Semaforo verde... tutti fermi ma una sinfonia di clacson. Ariscatta il rosso e ci si muove di un paio di metri (che qualcuno sia stato inghiottito dall'asfalto?!), semaforo verde ed ovviamente le macchine più ferme dell'Altare della Patria. Dalla macchina accanto un signore incolla la mano al clacson con un ardore invidiabile. Dalla macchina avanti si affaccia un lord (altro non poteva essere) che con accento tra l'anglo sassone ed il romano antico esclama un "suona tra le gambe di tua moglie che sicuramente c'è più traffico di qua".
Impietrita faccio una conversione e cambio strada... Non ho idea di cosa sia successo dopo tra il gentiluomo ed il suonatore incallito.
mercoledì 16 novembre 2011
mercoledì 2 novembre 2011
martedì 1 novembre 2011
Il sistema fognario di Roma non teme rivali
Non entro nel merito di nulla, il nubifragio a Roma del 20 ottobre scorso ha fatto più danni di Carlo (era Carlo?!) in Inghilterra.
Io vi posto solo una fotografia, lascio a voi i commenti (se leciti).
Solo una nota: pioveva da un'oretta con il particolare di un tombino, che nel bel mezzo di viale Castrense, sgorgava acqua come le fontane che danno vino a Marino durante la sagra dell'uva.
La mia macchina è stata arruolata per essere esposta all'Acquario di Genova.
Il dentista perchè no...
Capita spesso di incorrere in persone facoltose (e rinomate) che presentano una dentatura talmente brutta che nemmeno Dario Argento se la sentirebbe di scritturarla.
A questo proposito sono nate delle battute, anche piuttosto cattive, che meglio rispecchiamo lo status dentale di questi personaggi.
Ma scindiamo i casi...
1) Denti Gialli
"Ma te lavi i denti con Titti la mattina?"
"Se riesci ad averne almeno uno bianco te scritturano al Vaticano come porta bandiera"
"ma come dentifricio usi la maionese"?
2) Un dente si, un dente no
"Hai un dente ogni fermata d'autobus"
"Hai un dente ad ogni giornata positiva della borsa di Milano" (tristemente attuale)
"Te posso soprannominà il pianista? Hai pure i tasti per fare i diesis" (rubata ad un amico di un mio amico - ndf)
"Pare che hai un cruciverba in bocca" (copyright del Delenda alias Simone)
Si sa, la diplomazia è il nostro forte....
A questo proposito sono nate delle battute, anche piuttosto cattive, che meglio rispecchiamo lo status dentale di questi personaggi.
Ma scindiamo i casi...
1) Denti Gialli
"Ma te lavi i denti con Titti la mattina?"
"Se riesci ad averne almeno uno bianco te scritturano al Vaticano come porta bandiera"
"ma come dentifricio usi la maionese"?
2) Un dente si, un dente no
"Hai un dente ogni fermata d'autobus"
"Hai un dente ad ogni giornata positiva della borsa di Milano" (tristemente attuale)
"Te posso soprannominà il pianista? Hai pure i tasti per fare i diesis" (rubata ad un amico di un mio amico - ndf)
"Pare che hai un cruciverba in bocca" (copyright del Delenda alias Simone)
Si sa, la diplomazia è il nostro forte....
sabato 8 ottobre 2011
L'evolversi di una stagione
Premessa: siamo nel 2004, la nostra squadra del cuore (a volte anche del fegato visti i travasi di bile che procura) è pronta per la stagione calcistica. Malgrado i problemi che hanno accompagnato l'avvio della preparazione, ti avvii su Viale dei Gladiatori (siamo nei pressi dello Stadio Olimpico) con l'entusiasmo di sempre pronti ad assistere alla prima partita in casa.
F., L. e V. camminano dopo aver parcheggiato la macchina...
F: ammazza che caldo
L: dillo a me che in Tevere ce vado con la crema solare
V: sbrigamose che manca solo un'ora e mezzo all'inizio
F: dovemo aprì i cancelli noi st'anno?
V: è la prima de campionato, mica vorrai arrivà tardi eh?
F: almeno aspettamo il pullman dei giocatori e poi entramo
L: io devo pijà il caffè sennò non salgo manco gli scalini
F: lo scorso anno se vinceva prendendo il caffè prima vè?
L: avoja
F e V (in coro): olè
(sirene in lontananza)
F: arriva il pullman
V: me faccio investì così se fermano? Mexes è roba mia
F: io sò fedele e me faccio bastà il capitano
L: io me pijo il mister
passa il pullman della Roma... incitamenti, grida, applausi, cori. Apprezzamenti poco ripetibili su alcuni giocatori e si va verso l'entrata. Non ricordo il risultato ma temo nulla di esaltante
La stagione prosegue; nella Roma è andato via Rudi Voeller e come allenatore è arrivato il fratello salumiere di Peter Seller o, se preferite, lo zio del figlio della Pantera Rosa. L'entusiasmo per Gigi del Neri sulla nostra panchina è pari a quello di prendere il raccordo anulare contro mano. Qualche risultato arriva, nulla di eclatante...
Location: ari viale dei Gladiatori
F: ma com'è che sta strada pare sempre più lunga?
L: pare la via crucis
V: la croce cell'avemo in panchina
F: ma perchè voi lo capite quando parla?
L: secondo me non lo capiscono manco i giocatori
V: infatti se vede da come stanno in campo...
(sirene in lontananza)
F: arriva il pullman
V: chiamame quando non se vede il salumiere
L: speramo de vince almeno oggi
F: girateve, sta passando ora. Almeno ci rifacciamo gli occhi prima di distruggerceli vedendoli in campo
V: ma quello è Perrotta ed è pure brutto!
L: non je la posso fà
F: ma Del Neri usa un camice?
passa il pullman della Roma... un paio di applausi, qualcuno prega, altri chiedono tre punti. Calati anche gli apprezzamenti poco ripetibili su alcuni giocatori. Caffè pre partita, secondo caffè per combattere la sonnolenza causata da avvincente spettacolo offerto sul campo. Il risultato? Sicuramente non abbiamo vinto. In compenso gli sbadigli hanno raggiunto livelli da guinness dei primati.
Si arriva al finale di stagione, la Roma ha nuovamente cambiato allenatore e sulla panchina è arrivato Bruno Conti. All'orlo della serie B, ci salviamo alla penultima (o terzultima non ricordo) giornata con un gol di Cassano.
Location: viale dei Gladiatori
L: ma non finiscono mai le partite st'anno?
F: ma che ne so, dicono che sò 38 giornate, a me parono almeno 50
V: delle quali forse ne avemo vinte 4
F: davvero? io manco me le ricordo. Così tante?
L: ce lo prendiamo mò il caffè?
F: quando te pare, tanto me pare che la scaramanzia ha fatto la fine de Del Neri
(sirene in lontananza, arriva il pullman della Roma)
F: me sa che arriva il pullam. Leviamoci da qui in mezzo o ci mettono pure sotto sti rammolliti
V: ma se scansassero loro
L: eccheteli tiè
V: ......
F: ......
L: Bruno Conti ormai ha più tick che capelli
V: hai visto i miei si?
F: io ero giovane alla prima de campionato, mò paro la nonna di Del Neri
L: ma sò passati?
F: e che me devo pure girà dopo quanto le hanno fatte girà a me?
L: ecco
V: apposto
Una stagione esaltante che ha lasciato un segno indelebile...
F., L. e V. camminano dopo aver parcheggiato la macchina...
F: ammazza che caldo
L: dillo a me che in Tevere ce vado con la crema solare
V: sbrigamose che manca solo un'ora e mezzo all'inizio
F: dovemo aprì i cancelli noi st'anno?
V: è la prima de campionato, mica vorrai arrivà tardi eh?
F: almeno aspettamo il pullman dei giocatori e poi entramo
L: io devo pijà il caffè sennò non salgo manco gli scalini
F: lo scorso anno se vinceva prendendo il caffè prima vè?
L: avoja
F e V (in coro): olè
(sirene in lontananza)
F: arriva il pullman
V: me faccio investì così se fermano? Mexes è roba mia
F: io sò fedele e me faccio bastà il capitano
L: io me pijo il mister
passa il pullman della Roma... incitamenti, grida, applausi, cori. Apprezzamenti poco ripetibili su alcuni giocatori e si va verso l'entrata. Non ricordo il risultato ma temo nulla di esaltante
La stagione prosegue; nella Roma è andato via Rudi Voeller e come allenatore è arrivato il fratello salumiere di Peter Seller o, se preferite, lo zio del figlio della Pantera Rosa. L'entusiasmo per Gigi del Neri sulla nostra panchina è pari a quello di prendere il raccordo anulare contro mano. Qualche risultato arriva, nulla di eclatante...
Location: ari viale dei Gladiatori
F: ma com'è che sta strada pare sempre più lunga?
L: pare la via crucis
V: la croce cell'avemo in panchina
F: ma perchè voi lo capite quando parla?
L: secondo me non lo capiscono manco i giocatori
V: infatti se vede da come stanno in campo...
(sirene in lontananza)
F: arriva il pullman
V: chiamame quando non se vede il salumiere
L: speramo de vince almeno oggi
F: girateve, sta passando ora. Almeno ci rifacciamo gli occhi prima di distruggerceli vedendoli in campo
V: ma quello è Perrotta ed è pure brutto!
L: non je la posso fà
F: ma Del Neri usa un camice?
passa il pullman della Roma... un paio di applausi, qualcuno prega, altri chiedono tre punti. Calati anche gli apprezzamenti poco ripetibili su alcuni giocatori. Caffè pre partita, secondo caffè per combattere la sonnolenza causata da avvincente spettacolo offerto sul campo. Il risultato? Sicuramente non abbiamo vinto. In compenso gli sbadigli hanno raggiunto livelli da guinness dei primati.
Si arriva al finale di stagione, la Roma ha nuovamente cambiato allenatore e sulla panchina è arrivato Bruno Conti. All'orlo della serie B, ci salviamo alla penultima (o terzultima non ricordo) giornata con un gol di Cassano.
Location: viale dei Gladiatori
L: ma non finiscono mai le partite st'anno?
F: ma che ne so, dicono che sò 38 giornate, a me parono almeno 50
V: delle quali forse ne avemo vinte 4
F: davvero? io manco me le ricordo. Così tante?
L: ce lo prendiamo mò il caffè?
F: quando te pare, tanto me pare che la scaramanzia ha fatto la fine de Del Neri
(sirene in lontananza, arriva il pullman della Roma)
F: me sa che arriva il pullam. Leviamoci da qui in mezzo o ci mettono pure sotto sti rammolliti
V: ma se scansassero loro
L: eccheteli tiè
V: ......
F: ......
L: Bruno Conti ormai ha più tick che capelli
V: hai visto i miei si?
F: io ero giovane alla prima de campionato, mò paro la nonna di Del Neri
L: ma sò passati?
F: e che me devo pure girà dopo quanto le hanno fatte girà a me?
L: ecco
V: apposto
Una stagione esaltante che ha lasciato un segno indelebile...
martedì 27 settembre 2011
Vado alla posta: non aspettarmi per cena
Vai alla posta per spedire una raccomandata e ti rendi conto di come passerai la giornata all'interno dell'ufficio postale.
Per fortuna che non hai altri impegni fino alla chiusura delle ore 19; altrimenti saresti stato posto davanti all'amletico dubbio: spedisci la raccomandata o vivi la tua giornata da cittadino libero?
La devi spedire, ovviamente te sei ridotto all'ultimo giorno e ti rassegni.
Ti fai cogliere da un velato ottimismo e mentre arrivi all'entrata, prima del duetto con la macchinetta che distribuisce i numeri, pensi "se me dice bene me la cavo con 50 persone e per pranzo sono a casa".
Ore 10.08... ti poni davanti allo strumento definito, dai più tecnologici, l'eliminacode. Per i più antichi è "quellaffareinfernalechedainumericomeersuperenalottomanonsevince".
Sono io di fronte a lei, gialla canarino (o giallo limoncello a seconda dei gusti)la guardo e poi premo il tasto, una "P" che potrebbe stare per "provaci", "Poche persone" e puntualmente si tramuta in un "PORCA PUTT***". Ho il numero P387, BEN due sportelli aperti e siamo già al numero P192.
Torni a casa dopo appena 4 ore, sudata, stanca, tramortita nemmeno fossi reduce da una gita sulle Alpi insieme agli elefanti di Annibale. E ti accorgi che dovevi fare anche un conto corrente ma lo avevi chiaramente dimenticato a casa ed ora devi tornare in quel luogo. Ti organizzi, reciti un rosario e riparti alla volta del malvisto ufficio dove troverai le persone che quando ti hanno visto uscire ti hanno lanciato sguardi di fuoco e tra i denti ti hanno tirato un paio di accidenti perchè "hai già fatto" mentre loro sono ancora a fare la fila.
Vajelo a far capire che anche tu eri andato per una banale operazione e sei rimasto vittima di un sequestro di persona.
Per fortuna che non hai altri impegni fino alla chiusura delle ore 19; altrimenti saresti stato posto davanti all'amletico dubbio: spedisci la raccomandata o vivi la tua giornata da cittadino libero?
La devi spedire, ovviamente te sei ridotto all'ultimo giorno e ti rassegni.
Ti fai cogliere da un velato ottimismo e mentre arrivi all'entrata, prima del duetto con la macchinetta che distribuisce i numeri, pensi "se me dice bene me la cavo con 50 persone e per pranzo sono a casa".
Ore 10.08... ti poni davanti allo strumento definito, dai più tecnologici, l'eliminacode. Per i più antichi è "quellaffareinfernalechedainumericomeersuperenalottomanonsevince".
Sono io di fronte a lei, gialla canarino (o giallo limoncello a seconda dei gusti)la guardo e poi premo il tasto, una "P" che potrebbe stare per "provaci", "Poche persone" e puntualmente si tramuta in un "PORCA PUTT***". Ho il numero P387, BEN due sportelli aperti e siamo già al numero P192.
Torni a casa dopo appena 4 ore, sudata, stanca, tramortita nemmeno fossi reduce da una gita sulle Alpi insieme agli elefanti di Annibale. E ti accorgi che dovevi fare anche un conto corrente ma lo avevi chiaramente dimenticato a casa ed ora devi tornare in quel luogo. Ti organizzi, reciti un rosario e riparti alla volta del malvisto ufficio dove troverai le persone che quando ti hanno visto uscire ti hanno lanciato sguardi di fuoco e tra i denti ti hanno tirato un paio di accidenti perchè "hai già fatto" mentre loro sono ancora a fare la fila.
Vajelo a far capire che anche tu eri andato per una banale operazione e sei rimasto vittima di un sequestro di persona.
sabato 24 settembre 2011
La "cosa"
Interessante dialogo astratto ma, con un pizzico di fantasia e buona volontà, concreto allo stesso tempo.
F: te ricordi quella cosa che t'ho dato ieri?
L: quale cosa?
F: ahò dai, mica non te ricorderai? Il documento... quella cosa no?
L: ah si, l'ho cosata (leggasi: pagata) come me avevi detto
F: meno male sennò scadeva. A me ste cose (dicasi: scadenze/pagamenti/bollette) mandano ai pazzi
L: non lo dire a me. 'Na cosa (libera interpretazione) che non se spiega
F: l'importante è averla fatta, sennò lo sai che se salti ste cose (leggasi nuovamente: scadenze, etc.) passi i guai. Le scadenze su sta roba (variante di cosa - ndf) sono inesorabili e se paghi tardi arriva pure l'Equitalia come una mannaia.
L: eh lo so, io me le scrivo di solito ste cose (vedi sopra) o me le dimentico.
F: poi dammi la copia della cosa (evoluzione: ora è un bollettino pagato) versata così la scansiono e la mando per mail al commercialista
L: ok grazie, te la porto e te aggiungo pure un'altra cosa (indefinita, si presuppone un altro documento ma attediano conferme) da scansionare
F: te ricordi quella cosa che t'ho dato ieri?
L: quale cosa?
F: ahò dai, mica non te ricorderai? Il documento... quella cosa no?
L: ah si, l'ho cosata (leggasi: pagata) come me avevi detto
F: meno male sennò scadeva. A me ste cose (dicasi: scadenze/pagamenti/bollette) mandano ai pazzi
L: non lo dire a me. 'Na cosa (libera interpretazione) che non se spiega
F: l'importante è averla fatta, sennò lo sai che se salti ste cose (leggasi nuovamente: scadenze, etc.) passi i guai. Le scadenze su sta roba (variante di cosa - ndf) sono inesorabili e se paghi tardi arriva pure l'Equitalia come una mannaia.
L: eh lo so, io me le scrivo di solito ste cose (vedi sopra) o me le dimentico.
F: poi dammi la copia della cosa (evoluzione: ora è un bollettino pagato) versata così la scansiono e la mando per mail al commercialista
L: ok grazie, te la porto e te aggiungo pure un'altra cosa (indefinita, si presuppone un altro documento ma attediano conferme) da scansionare
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